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Nicolò Chetta

(1741-1803)

Sacerdote, poeta,

scrittore, storico

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Nato a Contessa Entellina il 31 luglio 1741, a 11 anni fu ammesso al Seminario greco-albanese di Palermo ed il 2 maggio 1766 fu consacrato sacerdote di rito bizantino-greco nel Pontificio Collegio Greco “S. Atanasio” di Roma.

Dopo aver ricoperto per qualche anno l’incarico di cappellano sacramentale nella parrocchia di rito bizantino a Contessa, fu chiamato ad assumere la carica di vice-rettore del seminario greco-albanese di Palermo.

Tornò dopo qualche anno per motivi familiari a Contessa, dove si dedicò agli studi etnografici, storici e teologici.

Dal 1777 fu Rettore del Seminario greco-albanese di Palermo, di cui diventò benefattore, costruendo a sue spese il terzo piano della sede del seminario medesimo.

Con la sua vasta cultura diede un contributo significativo all’attività religiosa del Seminario, dedicando particolare cura alla formazione dei seminaristi, finalizzata al recupero, al ripristino e all’osservanza della autentica tradizione liturgica bizantina.

Le sue opere principali sono:

- Vocabolario italo-albanese, che comprende circa 5000 vocaboli

- Etimologico della lingua albanese

- Tesoro di notizie su dei Macedoni

- La creazione del mondo

- La dottrina cristiana

- Composizioni poetiche varie di carattere religioso o didascalico.

E’ noto nel mondo culturale italo-albanese ed anche in Albania come poeta e scrittore, per i suoi studi etnografici, storici e teologici. Come storico e letterato diede un significativo impulso alla cultura delle Comunità italo-albanesi. Alcuni suoi scritti, in lingua italiana, albanese e greca, sono stati in parte pubblicati. Le sue opere costituiscono una importante testimonianza della lingua albanese parlata a Contessa nel secolo XVIII. Morì a Palermo il 15 dicembre 1803.